| neo vitellini (luglio) | | Stampa | |
| Scritto da Barbara Marcelli. |
![]() Non hanno l’arguzia di Alberto Sordi, le doti canore di Riccardo, il talento linguistico di Leopoldo, la profondità di Moraldo e lo charme di Fausto. I neo-vitellini hanno ereditato ben poco dai “vitelloni” raccontati nell’omonimo film felliniano.
![]() Raccontano di eroiche gesta: lo scherzo all’amico, al collega, le pazzie che le donne fanno per loro, i loro incredibili viaggi per il mondo (cucina-tinello). Sventolano con orgoglio la loro più grande arma di seduzione: le chiavi della macchina!!! In quelle chiavi e in quella macchina, in quell’oggetto, è racchiuso tutto il loro mondo fatto di cilindri, benzina e restrizioni, perché al primo posto viene la macchina e se questo significa rinunciare a cene e divertimenti poco importa, ciò che conta è ostentare! I loro pomeriggi trascorrono tra una birra e una orrenda maglietta a giro manica dalla quale spunta l’ala di un’aquila o il becco di un tucano tatuato sul braccio o dietro la schiena. Ma è nelle ore notturne che i neo-vitellini danno il meglio di sé. Maglietta elasticizzata viola e completo bianco diventano l’abbigliamento ideale per affrontare la serata e fare colpo su qualche vitellina-velina che, con la stessa intensità di un divano è parcheggiata in un angolo del locale. Comincia così un gioco di sguardi che porta i due ad iniziare una lunghissima storia … di una notte, che si trasformerà nell’episodio da raccontare agli amici il giorno dopo. La vita dei neo-vitellini trascorre così fino a che sposano pigramente una donna bruttina e poco colta che li farà vivere nell’illusione che non saranno mai traditi. Se si dovessero tradurre in musica, i neo-vitellini sarebbero una noiosa canzone melodica, dal testo banale: la ascolti solo una volta per curiosità e poi, appena la risenti, cambi subito stazione radio. |





