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Salento-RugbyAmiamo il rugby perché ci allena al sacrificio del silenzio, a parlare poco e soffrire dentro. Amiamo i nostri ragazzi che dopo una partita sono stanchi come soldati al ritorno dalla guerra. Perché hanno dato tutto senza sapere se vi sarà acqua calda per lavarsi.

Salento-Rugby_UNA SQUADRA.
IL SUO CAPITANO
LO SPIRITO INDOMABILE   
L’ORGOGLIO DI APPARTENERVI

Amiamo questi ragazzi perché giocano e s’allenano con scarpe scompagnate e indumenti scoloriti, che curano gli infortuni con la forza di volontà, con la fame di chi non vuole cedere mai. Perché nel loro spirito indomabile sanno di poter perdere ma di non voler mai essere sconfitti.
Crediamo in questi ragazzi che, anche infortunati, sono in campo per se stessi, per i compagni, per l’onore di vestire una maglia che è disegnata sotto la loro pelle. L’orgoglio d’indossarla è invece l’unico scudo delle loro ossa. Crediamo nello spirito di squadra e crediamo nella grandezza morale del capitano che li guida. Crediamo in chi come loro vuole morire in campo. E dopo la partita piange con lacrime per la vittoria, piange dentro il petto nella sconfitta.

Al fatidico calcio d’inizio amiamo la forza del silenzio di questa squadra un attimo prima dello scontro con l’avversario e amiamo la potenza della disciplina che può muoverla come una macchina da guerra. Crediamo nel coraggio dei piloni che massacrano erba e fango per scavare il diamante chiamato pallone da donare ai trequarti. Crediamo nella gioia delle ali quando lo sguardo dei compagni li lancia in campo aperto, crediamo nell’inestinguibile goliardia fanciullesca di chi gioca a questo sport.

E crediamo soprattutto in chi sogna la paura della sconfitta ma la sconfigge mentre scende in campo. Perché può piangere dentro ma i compagni lo aspettano comunque, all’ingresso in campo. Per sentirsi più forti all’ombra dell’Acca (pali della porta) e della linea di meta da difendere, tutti insieme: quindici corpi decisi a sacrificarsi perché un solo cuore possa vincere: quello del Trepuzzi.

Così come crediamo nella follia irrinunciabile di chi tra questi ragazzi, di notte, sogna l’ovale, ed il prossimo placcaggio, e la prossima meta, ed il prossimo pianto ed il prossimo abbraccio con i compagni quando la partita sarà finita.

Siamo coscienti di chiedere spesso l’impossibile, siamo convinti di poterlo ottenere. Perché crediamo nelle maglie sporche, sporche davvero: di sudore, di fango, di sangue. Perché amiamo le maglie che laviamo e le amiamo di più se la domenica sono sporche prima del calcio d’inizio. Perché sui cuori puliti dei nostri ragazzi il sudore, il fango, il sangue di tutte le partite precedenti diventano il valore della maglia che indossano ogni domenica in campo.

Aldo Mea
foto: daniele errico
foto squadra: aldo mea